Se sei tra gli sfortunati che hanno avuto la sfiga di dirmi di sì quando ho proposto loro di leggere quello che sto scrivendo, qui hai la possibilità di sfogarti.

Tutti i commenti saranno pubblicati, se non esagererete con gli insulti.

Il vostro Wolly, che vi vuole tanto bene.

2 Replies to “Cosa dicono del libro”

  1. Questa recensione è di un’amica, della quale ometto il nome, magari si vergognerebbe di aver letto il mio libro:
    L’ho divorato! Pur dovendo ammettere che non è il mio genere (crinoline e drammi vittoriani) sono impressionata dalla qualità della scrittura e dalla capacità di “tenere” la storia creando attesa e quel che Pennac chiama “il seguito! Vogliamo il seguito!”
    Eh, ti stavo appunto scrivendo che è tutto fuor che noioso
    La storia è molto originale. Sì cerca di trovare i punti di contatto tra realtà e fantasia
    Come fosse una specie di grande allegoria
    Lo stile è molto fluido, grazie al mix direi perfetto di dialogo e descrizioni
    I personaggi sono ben definiti e non sono troppi
    Cioè, non ti confondi tra loro (odio quando ti perdi perché non sai più chi è chi)
    A me personalmente è piaciuto vedere il work in progress del “aggiungi questo” e “quello”
    Molto scorrevoli e piacevoli, confermo ( i dialoghi tra Amel e figlia e nipote)
    Perché si vede che c’è una struttura pensata
    Si percepisce la grandezza di Amel
    Una cosa che ci tenevo a dire
    Che qua e là ci sono piccole perle di poesia che sono proprio belle
    Tipo, ma ora cito a braccio quindi non capirai mai dov’è, quando fai un elenco di cose e citi i ricordi
    Mi ha schiantato
    È bellissima

    Ciaooo! 
    Ho letto l’ultima parte che mi hai mandato 🙂

    Ti dico quello che penso… sperando che apprezzerai la sincerità. 

    Secondo la mia personalissima opinione, c’è uno sbilanciamento tra l’azione e la descrizione. 
    Mi spiego: dedichi molto spazio a descrivere i preparativi, la scuola, gli insegnamenti (a proposito, ho apprezzato il dibattito sull’attualità delle Tavole della Legge, è molto interessante), la nascita del Triumvirato (altrettanto interessante) ecc.
    Tutto questo – inserito in un’atmosfera di calma quasi inquietante – crea un clima irreale e preparatorio a un “Qualcosa” che arriverà. 
    Perfetto.
    Poi c’è una sorta di Anteprima, il duplice omicidio. Ammetto di aver provato un brivido quando l’ho letto, perché ho pensato: «Ecco, ci siamo, si avvicina il merdone» (perdona la finezza :D)
    E però – a parer mio – lo hai liquidato troppo in fretta. Cioè, quel momento d’azione, come ho scritto all’inizio, sul quale il Lettore (almeno io) si butta famelico perché tu ce lo hai fatto arrivare preparato e adrenalinico, si sgonfia troppo velocemente e, secondo me, meriterebbe di essere approfondito maggiormente prima di preparare il finale del capitolo.

    Spero di essermi spiegata 😉

    Sempre un piacere leggerti! 

  2. Anche questa è di un amico, del quale ometto il nome, magari si vergognerebbe di aver letto il mio libro:

    [22:20, 2/6/2019] Finito. Bravo. Mi hai tenuto attaccato al racconto. Se un libro mi rompe i coglioni lo accanno. È un fatto di ritmo e di pathos. Sto leggendo un libro di un neuroscienziato francese “la biologia del potere”. L’argomento sarebbe fantastico ma è scritto di merda. Quello che ho finito da poco sulla teoria delle stringhe invece era fantastico pur non comprendendo alcuni passaggi logici e matematici. Sei una bella penna perché riesci a legare al racconto chi legge.
    [22:21, 2/6/2019] Ovvio che è incompiuto e l’incompiutezza da fascino. Quando lo hai finito lo voglio.

    Paolo ciao,

    Come al solito, mio perenne difetto, non riesco a fornirti se non appunti sparsi di viaggio e flashes di sensazioni che la lettura mi ha lasciato. In questo non ho ordine, ma la natura magmatica del mio pensiero riflette le sensazioni che la lettura mi ha lasciato, per cui magari di questi flash te ne ritornerà più di uno.

    1) Io leggo molto, più che altro però mi interessa la divulgazione scientifica, per cui mi addentro nella quantomeccanica piuttosto che nelle neuroscienze, e la storia. Un libro ti deve lasciare idee e sensazioni e più mi avvicino, con la mia mente riduzionista, direi quasi contabile, alle discipline più avanzate del sapere scintifico, più comprendo come non risolvi la natura di ciò che ci circonda perché, alla fine, ti ritrovi nella tautologia perenne dell’occhio che guarda se stesso, della mente che riflette su di sé. Nulla più della dimensione onirica. Quindi ottima la scelta di tradurre in pagine e sistematizzare il sogno, che non è altro che la mappa della tua percezione ed elaborazione neurale. E’ la spiegazione parziale ma completa e storica, quindi ottimo da questo punto di vista.

    Prosegue…
    2) Rispetto a questo tipo di dimensione, quella del sogno, è molto ben strutturata l’emersione della magia, dell’impossibilità, nella tessitura breve e sintatica della trama. Le frasi sono precise, le descrizioni realistiche ed accurate, sia di luoghi, che di personaggi che di situazioni. L’emergere del magico sconcerta e cattura proprio perché le coordinate della narrazione sono euclidee. Anche questo mi è piaciuto molto.

    3) In questa geometria piana il finale è scritto e conosciuto, e si risolve nell’esito del conflitto finale, aut-aut, ma questo non leva pathos, poiché lo spazio-tempo del racconto è piano solo in apparenza, e chi legge lo sa. La storia può avvolgersi su se stessa, il tempo retrocedere, il duello svolgersi in spazi alternativi, l’esito essere diverso dai due che tu annunci ben presto. Questo determina curiosità.

    4)Nelle forze di polizia degli Asisi non è prevista la figura dell’Ufficiale di Complemento. Questo mi delude assai.

    a spada dei primi maghi che appare e scompare è una ficata. La spada laser di Guerre Stellari esiste come raeltà fisica e tecnologica nel racconto, la spada dei primi maghi è d’acciaio ma ha una dimensione metafisica, o meglio si cela nelle dimensioni occultate dello spazio tempo del racconto. E’ più della forza di guerre stellari, da l’idea dell’immanenza della magia, della sua realtà fisica, proprio perché apparentemente metafisica. In guerre Stellari la forza è un’entità solo psichica e metafisica, nel tuo racconto la magia è immanente e reale seppur celata.

    5) Mi ero scordato di numerare il punto.

    6) Le tre pagine finali che mi hai mandato sono slegate rispetto al testo precedente, vanno legate ed inserite e contestualizzate. Son curioso di vedere come lo farai. La struttura del racconto nella sua totaleità la hai già in mente o devi produrre ancora sogni per poterla scrivere, e quindi c’è la probabilità che ciò non avvenga mai?

    7) Grazie per aver condiviso, è un onore ed un privilegio (fottiti, sono serio), spero i miei appunti ti siano serviti, se c’è altro che mi viene in mente me lo scrivo, anche perché lo rileggerò per verificare alcune impressioni.

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