Non c’è in giro nessuno, faccio fatica a vedere; i lampioni sono tutti spenti. L’elettricità non c’è più, è un casino conservare il cibo. Puzzo come un caprone, niente acqua calda. Vabbè, non mi devo lamentare, almeno sono sopravvissuto,

Tutti sti cazzo di cadaveri in strada, rischio di inciampare. Devo ricordarmi di uscire domani mattina presto, alle prime luci dell’alba con una tanica e un tubo, così prendo la benzina dalle auto e faccio un funerale vichingo a tutte le vittime. Un bel rogo, non dovrei sorridere, ma amo il profumo della benzina alla mattina.

I supermercati in zona sono tutti svuotati, bel problema vivere a Milano, dove tutti hanno le porte blindate. Quando serve, non c’è mai una lancia termica a disposizione.

Dietro a ogni porta ci può essere un tesoro, montagne di scatolette di fagioli con lunga scadenza, tonno, farina e tutto quel ben di dio che i pazzi avevano saccheggiato nei negozi di alimentari in previsione di una lunga quarantena.

Ora che sono tutti morti è il luogo ideale per fare la spesa, peccato che non sono uno scassinatore. Vero è che nessuno è diventato zombie, ma fare casino nel pieno della notte può essere pericoloso lo stesso; qualche cacciatore di scatolette potrebbe sentirmi e allora ci sarebbe da combattere. Meno male che ho il mio WInchester e la mia fida Beretta 98 FS bifilare con 5 caricatori da 15 colpi.

Questi gradini mi fanno dimagrire, il mio diabete ringrazia. Muovo le maniglie nella speranza di trovare una porta aperta. Il settimo piano mi ha distrutto. Bingo, questa porta è aperta. Invidio Rick, in America le porte si aprono tutte con uno sputo.

Socchiudo ed entro nella cassaforte alla ricerca del tesoro. Cazzo, inciampo su un cadavere in putrefazione, eppure la puzza si sentiva. Allungo il braccio e mi appoggio alla parete. Caduta evitata. Non posso dargli fuoco qui; prima di uscire getto il cadavere dalla finestra, così potrò fargli un degno funerale.

È tutto ordinato, dovevano essere molto ricchi, argenteria su ogni mensola, quadri orrendi, sicuramente valgono milioni. Uh, un Patek Philippe di quelli super. Frega niente, dove sono le scatolette?

Le scatolette sono il vero tesoro, speriamo di trovarle in dispensa in cucina.

Apro la porta e, bingo, è la cucina. Tutto in ordine, sono il primo cacciatore a scovare questa preda. Mi merito una medaglia.

Sìììì, questi avevano razziato i supermercati. Tonno, fagioli, piselli un sacco di ben di dio che finisce nel mio zaino. Non faccio nessun rumore, non ho una bilancia per vedere se supero i 20 kg, ma me ne catafotto della 626 e successive modificazioni.

I miei occhi, abituati al buio, perlustrano tutta la cucina; non ho lasciato nulla.

Nascondo lo zaino, il divano è un ottimo nascondiglio. Apro la finestra e controllo che non ci sia nessuno. L’ingresso mi aspetta, trascino il cadavere fino alla finestra. Ricontrollo. Via libera. Butto il cadavere. Splash. Aspetto qualche minuto, riverifico; nessun vivo in giro.

Metto il bottino sulle spalle, controllo che il colpo sia nella canna della mia fida bambina, la Beretta e imbraccio il Winchester.

Un gradino dopo l’altro, con circospezione, e mi porto nella hall di ingresso. A destra libera, a sinistra libera.

Mi sono meritato una bella dormita

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